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Comune di

Carcare

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Le Ville

Villa Biavasco
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Questa Villa fu fatta edificare in epoca fascista come residenza estiva del sergente Biavasco, impiegato come agente di commercio alla vetreria Mattoi-Carena. Costui sposò Jole Bormioli, appartenente ad una delle famiglie più facoltose di Altare, e a lei venne dedicata la Villa, il cui nome originario era infatti Villa Jole.
La Villa si eleva su due piani più sottotetto; il prospetto principale è arricchito dalla presenza, a piano terra, di una loggia che ospita l'ingresso e sorregge il balcone del piano superiore con balaustra.
L'ingresso è ampio e spazioso ed era impreziosito dalla presenza di un pianoforte, suonato dalla figlia di Biavasco, Olga, la quale intratteneva con la sua musica i partecipanti alle sfarzose feste che si tenevano nel parco di Villa Fina. Vicino all'atrio si trovavano altre due stanze: una caratterizzata da un salotto in pelle e l'altra adibita a spogliatoio per ricevere gli ospiti.
Al primo piano vi erano due camere, un ampio bagno e due stanze per i nipoti.
La Villa possedeva inoltre delle cantine molto grandi che ospitavano la stireria, il locale caldaie e un'abitazione - tuttora presente - riservata al custode.
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Villa Bolla
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La Villa fu fatta edificare all'inizio del '900 dal notaio Carlo Bolla, padre del prof. Ambrogio e dell'Ambasciatore Luigi che, negli anni '80, fece una donazione al Comune di Carcare, il quale investì la somma e utilizza gli interessi per la pubblicazione di volumi relativi a Carcare e alla Val Bormida.
Questo edificio, a due piani, presenta un tetto a padiglione e prospetti caratterizzati da una regolarità nella disposizione delle aperture e dalla presenza di una scalinata che consente l'accesso al piano superiore.
Al piano terra, sul retro, vi è un portico affrescato.



Villa Cenni
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Edificata nella seconda metà dell’Ottocento da un impresario locale di nome Fontana e utilizzata come residenza estiva, è situata in Via Gioberti, 18. In origine fu di proprietà della famiglia Cenni, di cui ha mantenuto il nome, passò poi, circa una trentina di anni fa, alle famiglie Boni e Anesa.
La villa ha pianta rettangolare e si eleva su tre piani; è di medie dimensioni ma presenta caratteristiche uniche nella zona: un marcapiano di ceramica di colore blu, su cui sono dipinti fiori e frutti, separa il piano terra da quello nobile, mentre timpani a forma di conchiglia sovrastano le aperture dell'ultimo piano.
La facciata principale presenta un ingresso con sovrastante balcone sostenuto da colonne.
Il giardino, di circa 1000 mq, fu teatro di numerose feste organizzate dai proprietari.
Il nome del costruttore è ignoto ma per le insolite caratteristiche si può supporre che la Villa sia stata progettata da un architetto di estrazione culturale esterna.



Villa De Marini
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Venne costruita all'inizio del secolo scorso: il nucleo principale risale ai primi dei '900; venne poi, nel 1910, sopraelevata di un piano su progetto dell'ingegnere Angelo Massardo.
L'edificio, fatto costruire dai marchesi Centurione, passò poi ai Raggi-De Marini, e infine, agli inizi degli anni '70, al Comune di Carcare.
Destinata a residenza estiva della famiglia di cui conserva il nome, durante la seconda Guerra Mondiale venne occupata dalle truppe tedesche. Fu poi presa in affitto dalla Società Ferrania come abitazione per i propri dipendenti. Attualmente è sede di alcuni uffici dell'Azienda Sanitaria Locale.
E’ un edificio perfettamente simmetrico a pianta rettangolare, di piccole dimensioni, con tetto a quattro falde. La facciata principale ha un cornicione marcapiano che separa il piano terra dal primo. Il basamento, al di sotto della cornice, è decorato a finto bugnato. Le aperture del piano nobile hanno dimensioni maggiori di quelle del piano superiore, in relazione alla diversa importanza dei piani. Originariamente la Villa era circondata da una vasta proprietà che si estendeva per circa cento ettari, coltivati a grano e granoturco, che comprendeva anche tre cascine e un mulino. Una parte di questo vasto appezzamento venne venduta alla contessa Adele Borromeo, la quale vi fece edificare l'omonima Villa.

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Villa Fina
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La villa è situata in Via Barrili 24 a Carcare. All'edificio, che risale al 1914, vennero apportate modifiche nel 1917 su progetto dell'ingegner Martinengo di Savona.
Villa Fina fu fatta costruire dalla famiglia Fiumi - l'ingegnere che progettò le Funivie Savona-San Giuseppe di Cairo - che la utilizzò come residenza estiva. I successivi proprietari furono la famiglia Murialdo e poi l'impresario Quarto. In tempi recenti è stata acquistata dalla famiglia Delfino, che la abita attualmente.
L'edificio è un elegante esempio di architettura in stile Liberty ed è articolato su due piani. La facciata è movimentata da una scalinata non in asse con il portone di ingresso, adornata da due leoni posti sopra pilastri. Il prospetto principale formato da un avancorpo ampiamente decorato a motivi floreali, è caratterizzato da una finestratura tripartita con colonnine ioniche. Una torretta sormonta l'edificio. Sul lato sinistro dell'avancorpo si apre una sorta di loggia angolare con finestratura in ferro battuto sormontata da un piccolo balcone. li lato destro presenta invece, al primo piano, un ornamento in finto bugnato stilizzato.
Di gusto Liberty è la decorazione in ferro battuto che orna il tetto. Un elegante cancello in ferro battuto consente l'accesso da via Barrili.
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Un parco, di circa un ettaro, circonda la Villa.
I motivi che determinarono la scelta del luogo per la costruzione della Villa furono la posizione amena, la buona insolazione e la vista panoramica, ma non è escluso che sia stata edificata su un edificio preesistente.
La costruzione della cancellata è attribuita ad Alessandro Mazzuccotelli di Milano.
Si racconta che inizialmente la cancellata fosse stata commissionata dallo Zar di Russia e che fosse pronta per la spedizione, via mare, al porto di Savona, ma disordini interni alla nazione sovietica legati alla Rivoluzione impedirono l'invio. Il pregevole manufatto in ferro venne quindi messo all'asta ed acquistato dal signor Fiumi, per cui ancor oggi fa bella mostra di sé all'ingresso della Villa.
Il 25 settembre 1947, verso sera, un violento fulmine si abbatté sull’asta che sorreggeva l'opera in ferro raffigurante un gallo, facendola cadere; venne ritrovata molti anni dopo, sepolta sotto terra, e dopo i necessari restauri, è stata poi riposta sulla cima dell'asta.
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Villa Franchi
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La costruzione, di medie dimensioni, si eleva su due piani. La facciata presenta una scalinata posta in asse con il viale che costituisce l'ingresso principale alla villa, situato in Via Barrili; all'interno, a piano terra, vi erano degli eleganti pavimenti in ceramica.
Il prospetto principale è caratterizzato dalla presenza di un avancorpo centrale, dove un balcone, sostenuto da colonne, sovrasta l’ingresso e, sul lato sinistro, da una torretta quadrangolare.
La villa presenta una regolarità nella disposizione delle bucature e si presenta in ottimo stato, grazie ai recenti lavori di restauro, realizzati anche grazie ai contributi della Soprintendenza. Testimonianze riportano che la Villa era di proprietà del capitano di mare di lungo corso Franchi, appartenente ad una famiglia originaria della Val Trompia, proprietaria di una fabbrica di fucili.



Villa Adele
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E’ situata in Via Garibaldi, al centro del paese. Fu fatta edificare nella seconda metà del secolo scorso dalla contessa Adele Borromeo in Zerbini, su un terreno cedutole dai marchesi Raggi-De Marini.
Negli anni Venti la Villa passò alla famiglia Oliveri e attualmente è stata acquistata da un'agenzia immobiliare che ne ricaverà appartamenti di lusso. E’ un edificio a pianta rettangolare di medie dimensioni (circa 25 m x 20 m), si eleva su tre piani e presenta un tetto a quattro falde.
Il prospetto principale, rigorosamente simmetrico, è ornato da cornici marcapiano. Su entrambi i lati dell'ingresso principale erano collocati due salottini, mentre una vetrata con le iniziali della contessa nascondeva la scala principale che portava al piano nobile e al secondo piano, adibiti rispettivamente a zona notte e ad alloggio per i domestici.
Una scala secondaria di piccole dimensioni collegava direttamente la cucina con i piani superiori. La Villa era circondata da un parco di circa 4500 mq, nel quale si trovavano molte specie di piante ad alto fusto: cedri, tigli, faggi, platani, aceri e tassi. Alcuni pioppi furono abbattuti per permettere la costruzione di una strada che causò l'esproprio di circa 500 mq di terreno.
In origine faceva parte della proprietà anche un vasto frutteto.
Villa Adele, oggi Villa Oliveri, venne costruita da maestranze locali, forse dalla Ditta Bertero.
Alla Villa è legato il ricordo della figura della nobildonna che usciva in carrozza per visitare i poveri del paese e distribuire loro viveri e generi di prima necessità.




Villa Maura
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E’ situata in Via Barrili 12. Fu fatta edificare nel 1885 da Anton Giulio Barrili, garibaldino, scrittore, uomo politico che la volle chiamare così per testimoniare il profondo affetto che lo legava alla madre. La preferenza attribuita al sito è legata al fatto che proprio in questa zona egli amava trascorrere lunghi periodi e da quell'area egli poteva seguire gli studi del nipote Pier Giulio che frequentava il Collegio delle Scuole Pie.
Si dice che lo stesso Barrili abbia partecipato ai lavori di costruzione della Villa emulando Garibaldi che, ritiratosi a Caprera, costruì con le proprie mani la casa in cui visse e morì lontano dalla scena pubblica.
Alla morte dello scrittore, la Villa fu ereditata dalle nipoti Maura e Laura le quali riuscirono, durante la seconda Guerra Mondiale, a salvaguardarla dall’occupazione tedesca.
La costruzione, di medie dimensioni (misura circa 20 m x 15 m), si eleva su due piani più il sottotetto ed ha una dependance, utilizzata in passato come abitazione del custode e scuderia, oggi adibita a sala esposizioni e sala riunioni.
La villa è stata poi acquistata e ristrutturata nel 1967 dal Comune di Carcare per ospitarvi a piano terra la biblioteca civica, mentre al primo è stato allestito il Museo con la ricostruzione dello studio dello scrittore, dove è conservato l'archivio con il prezioso carteggio e la sua biblioteca personale.