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Comune di

Carcare

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Cenni storici

Carcare, di probabile origine romana, è citata per le prime volte come Bugile, primo nucleo abitato del paese, negli anni 998-999 in due documenti con cui l’Imperatore Ottone III cede “decime” e diritti su varie località della Val Bormida al Vescovo di Savona.
Alterne e travagliate sono poi le vicende storiche: alla signoria dei Del Carretto (e per breve tempo a quella degli Scarampi) seguì la dominazione spagnola, poi il passaggio alla Repubblica di Genova e quindi alla Repubblica Ligure; dopo il dominio napoleonico e l’annessione all’Impero francese Carcare entrò nel Regno di Casa Savoia e quindi nel Regno d’Italia.

La posizione geografica ne favorisce il ruolo di crocevia di riferimento, polo di servizi e centro culturale della Val Bormida. Ruolo determinante da oltre tre secoli è ricoperto dal Collegio Calasanzio, sede scolastica dei Licei statali. Qui illustri figure di educatori e uomini di cultura hanno forgiato generazioni di giovani, non solo Carcaresi.
Nel novecento, accanto alle attività artigianali e commerciali, un certo dinamismo industriale ha interessato il paese ed un significativo sviluppo di aziende ha contribuito all’incremento dell’economia locale.
Il territorio di Carcare era anticamente diviso in quattro zone “il borgo di qua” (via Garibaldi detto “Plodio”), “il borgo di là” (via Castellani ovvero “Roma”), le ville e la parte inferiore di Pallare oltre alla frazione di Vispa-Carpeneto.
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Come racconta Padre Isola nell’opera “Carcare e le scuole Pie” (1897), i Carcaresi erano abili coltivatori, ognuno di essi possedeva almeno un piccolo appartamento e un podere nel quale, oltre alle tradizionali coltivazioni (grano,viti,ortaggi e alberi da frutto), si dedicava anche alla coltura del gelso per l’allevamento del baco da seta, dalla cui vendita si ricavavano buone somme di denaro, sufficienti per affermare che a Carcare la povertà era ai più “del tutto sconosciuta”.
Degno di nota era inoltre il clima: mite e piacevolmente ventilato d’estate, freddo d’inverno, anche se le circostanti montagne contribuivano a proteggere il paese dai gelidi venti. Proprio per la dolcezza del clima, Carcare divenne una rinomata meta di villeggiatura; alcuni signori qui fecero costruire le loro ville, altri affittavano abitazioni fatte erigere dagli stessi Carcaresi.
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Motivo di attrazione verso il paese un tempo erano certamente anche le quattro principali fiere che si svolgevano a Carcare: la prima, in occasione della Natività di San Giovanni Battista (24 giugno); la seconda, a San Giovanni del Monte, in occasione del martirio del Santo nei giorni 29-30 agosto; le ultime due fiere-ormai decadute- erano quelle del 5 agosto, festa di N.S. della Neve, e del 29 settembre, in onore di San Michele Arcangelo.
Il contenuto è tratto dall’opuscolo “Alla scoperta di Carcare”, realizzato grazie ai Progetti Barrili I, II, III, con la supervisione di Fausto Conti.